STEP #03 - La scienza

Per capire cosa portò Fourneyron a ideare la prima turbina idraulica è importante comprendere prima il contesto storico di quell'epoca.

Nel Settecento l'introduzione di macchine a vapore in miniere e fabbriche britanniche fu un fattore determinante nel realizzare una produzione maggiore e più redditizia di carbone, tessuti, ferro e altri beni. Finì così con l'imporsi l'opinione che una fra le condizioni principali della crescita della produzione manufatturiera, ossia dell'avvento di una «rivoluzione industriale», risiedeva nella capacità di un paese di generare energia.

All'inizio dell'Ottocento non tutti i paesi che avevano ambizioni industriali erano in grado di emulare lo sfruttamento del carbone, che in Gran Bretagna era economico e facilmente estraibile. Uno fra i paesi che non potevano far concorrenza su quel piano alla Gran Bretagna era la Francia, dove la risorsa energetica più abbondante era l'acqua. Ancor oggi in Francia, in effetti, l'energia idrica continua a essere chiamata houille bianche, alla lettera «carbone bianco». L'imbrigliamento del potenziale dell'acqua con motori idraulici, in numero sempre maggiore e di sempre migliore qualità, era visto come un compito vitale per realizzare l'industrializzazione.

Questa spinta portò numerosi ingegneri francesci a realizzare dei primi motori idraulici, e nel 1833 Fourneyron e la sua teoria delle turbine e delle loro prestazioni pratiche ottennero riconoscenza, tanto che nei trent'anni successivi, Fourneyron progettò e installò più di cento turbine in Francia e in altre nazioni d'Europa. Alcune sue turbine finirono addirittura negli Stati Uniti, la prima attorno al 1843, e vi esercitarono un'influenza considerevole.


(Smith 1980):  Norman Smith, La storia della turbina idraulica, 1980.

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